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aggiornato il 25/11/2019

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Macchie della pelle

Le discromie, volgarmente chiamate “macchie della pelle”, sono alterazioni legate ad una cattiva pigmentazione e rappresentano un inestetismo molto frequente, specialmente nelle donne. Sono spesso provocate dalla concentrazione anomala di melanina in alcune zone, in cui compaiono macchie, che generalmente si localizzano sul volto e possono coprire anche un’ampia area.
Generalmente le discromie compaiono in seguito a eccessiva esposizione solare, (lentigo solare), per squilibri ormonali ) il melasma, il cloasma ) o per invecchiamento (lentigo senile).

Soluzione e modalità di trattamento

Esistono metodiche non invasive che disgregano la melanina in eccesso depositata nello strato corneo e ne bloccano la produzione in modo da evitare recidive. Tali metodiche possono essere applicate con successo per altri diversi tipi di macchie cutanee.
È consigliabile non esporsi al sole durante il trattamento finchè la macchia non è scomparsa o quantomeno proteggere il volto anche con un semplice cappello. Possono essere applicate, su consiglio del medico, creme protettive ad altissima protezione.

Apparecchiature Medicali Impiegati

1) LASER

Distrugge selettivamente il pigmento senza creare danni termici all’epidermide. Si utilizzano laser detti pigmentari che fanno “scoppiare” il pigmento contenuto nelle macchie. Durante il trattamento il paziente prova un leggero formicolio simile a punture di aghi. Subito dopo il trattamento la macchia diventa grigia trasformandosi nei giorni seguenti in crosticina che si stacca da sola nell’arco di 10-14 giorni. Questa tecnica permette di trattare più macchie in una sola seduta. Le discromie vengono trattate con il laser (Velure S5), oppure con la luce pulsata (IPL-Eterna Giovinezza)

2) PEELING

Consiste nell’applicare sulla pelle sostanze più o meno acide (più o meno aggressive). Attraverso l’utilizzo di alcuni acidi (quali: acido azelaico, glicolico, mandelico, piruvico, salicilico, tricloroacetico, yellow peel) si favorisce l’esfoliazione superficiale che contribuisce ad eliminare gradualmente le cellule pigmentate. Grazie a tale processo si riduce il livello di melanina contenuta nella macchia causando il graduale schiarimento

3) WINFORM

L’uso della radiofrequenza con un plus della metodica Endosit (Winform) nel trattamento delle iperpigmentazioni benigne, consente una maggior veicolazione transdermica di uno specifico prodotto fitoterapico schiarente (a base di acido kojico) nel cuore della cellula, sfruttando il meccanismo di interazione del campo magnetico con i tessuti biologici

Per ottenere il massimo dei risultati da un trattamento schiarente è indispensabile proteggere quotidianamente dall’azione nociva dei raggi solari le zone affette, applicando una crema da giorno con filtro UV.

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